venerdì 18 febbraio 2011

La gente allegra il ciel l'aiuta

Questo post vuole offrire una lettura serena e divertente, che aiuti a passare momenti di allegria. Ridere produce buon sangue, contribuisce a migliorare le persone e una raccolta di barzellette e battute possono solo contribuire a questa giusta causa.




Birra e Pipì
Un tizio entra in un bar e chiede una birra. Dopo che gliel'hanno servita gli scappa di andare urgentemente al bagno. Per evitare che la birra già pagata rimasta sul bancone sia bevuta da un altro appoggia di fianco al bicchiere un biglietto con su scritto: "CI HO PISCIATO DENTRO". Al ritorno trova la birra e sul biglietto una scritta aggiunta: "ANCH'IO!"

Birra Santa
Un tale arriva alla dogana, lo fermano e gli dicono di aprire la valigia. Il doganiere: - Cosa c'è in quella bottiglia? - E' acqua Santa di Lourdes! Il doganiere dubbioso apre la bottiglia e annusa: - Ma questa è birra! - Miracolo! Miracoloooooo!!!

Tra amici
L'altra sera ho bevuto talmente tanta birra che oggi quando sono andato in bagno a pisciare ho dovuto inclinare il cesso per non fare la schiuma!

Differenze
Qual'è la differenza tra una birra ed una pisciata? - Circa venti minuti.

Follie al Bar
Un uomo entra in un bar con un coccodrillo al guinzaglio. Si avvicina al bancone e chiede al barista: - Servite avvocati qui? - Certo, cosa desidera? - Allora, una birra per me ed un avvocato per il mio coccodrillo!

Ancora follie al Bar
Un uomo entra in un bar ed ordina un boccale di birra. Trangugia in un fiato la birra ed una volta finita, inizia a sgranocchiare il boccale. Se lo mangia tutto lasciando solo il manico, paga e se ne va. Un cliente che stava seduto al bancone fa al barista: - Ma hai visto quello? S'è mangiato il boccale... è incredibile! Il barista mettendosi in bocca il manico: - Eh già! E ha lasciato pure il meglio...

Consigli affettuosi
Un uomo afflitto da una grave forma di paresi facciale, entra in un bar di un quartiere periferico a Roma. Si avvicina al bancone e fa al barista muovendo solo un angolo della bocca: -Scusi... mi da una birra che mi vorrei rifare la bocca? -Mortacci tua! Te ce vorebbe 'na mattonata pe' rifatte la bocca!!!

Lezione di Filosofia
Un professore di filosofia, in piedi davanti alla sua classe, ha davanti a se alcuni oggetti. Quando la lezione inizia, senza proferire parola, il professore prende un grosso vaso trasparente vuoto e lo riempie con dei sassi di 5-6 cm di diametro. Chiede quindi agli studenti se il vaso è pieno, ed essi annuiscono. Allora il professore prende una scatola di sassolini e li versa nel vaso, scuotendolo appena: i sassolini, ovviamente, rotolano negli spazi vuoti fra le rocce. Il professore quindi chiede nuovamente se il vaso anche ora è pieno e gli studenti si mostrano ancora una volta d'accordo. Gli studenti cominciano a ridere, quando il professore prende una scatola di sabbia e la versa nel vaso. La sabbia riempie ogni spazio vuoto. Il professore finalmente conclude: "Ora, desidero che voi riconosciate che questa è la vostra vita: le rocce sono le cose importanti come la famiglia, il partner, la salute, i figli; anche se ogni altra cosa dovesse mancare e solo queste rimanere, la vostra vita sarebbe comunque piena; i sassolini sono le altre cose che contano, come il lavoro, la casa, la moto, l'auto, mentre la sabbia rappresenta qualsiasi altra cosa, le cose di poco conto. Se voi riempite il vaso prima con la sabbia, non ci sara' piu spazio per rocce e sassolini. Lo stesso è per la vostra vita: se voi spendete tutto il vostro tempo ed energie per le piccole cose, non avrete mai spazio per le cose veramente importanti. Stabilite dunque le vostre priorita, il resto e' solo sabbia". Dopo queste parole... uno studente si alza, prende il vaso contenente pietre, sassolini e sabbia che tutti consideravano pieno e comincia a versare al suo interno una lattina di birra: ovviamente la birra si infila nei rimanenti spazi vuoti e riempe veramente il vaso fino all'orlo. Lo studente, colmo di soddisfazione, sentenzia: "Non importa quanto piena è la nostra vita: c'è sempre spazio, per una birra!"

Passione birra
Uno scozzese entra in negozio e compra una bottiglia di ottima birra, esce e mentre attraversa la strada un’auto lo investe.
Sdraiato a terra conciato come pochi, sente qualcosa di liquido che gli cola lungo la gamba:
- Dio… fai che sia sangue…


E per finire, uno spot che mette in risalto la sensibilità dell'uomo di fronte a una birra...

lunedì 7 febbraio 2011

La Birra previene l'infarto e aumenta la voglia di "coccole"


Una birra al giorno aiuterebbe sia la salute che la vita sentimentale: questo è quanto afferma Manfred Wenzel, esperto nutrizionista di una clinica neurologica di Graz, in un'intervista rilasciata al magazine maschile tedesco "Matador".
 
La birra, secondo questa teoria, ridurrebbe il rischio di attacchi cardiaci; "sorprendentemente abbiamo scoperto che alcuni elementi della birra sono utilissimi per combattere i problemi cardiaci", spiega il professore di neurologia.

Inoltre non farebbe ingrassare - dopo thè e caffè è la bevanda che contiene meno calorie - e aumenterebbe la voglia di "coccole" per una donna su tre e per la metà degli uomini.

Il ministro tedesco dell'economia, Wolfgang Clement, che riesce a bere una birra in 1,5 secondi, sostiene di non riuscire proprio a farne a meno.

"La gente dovrebbe poter farsi prescrivere la birra dal servizio sanitario nazionale", ha dichiarato Clement.

Secondo la ricerca del neurologo Wenzel, un uomo dovrebbe bere un litro di birra al giorno, le donne circa la metà.

Complessivamente i tedeschi nell'anno passato hanno bevuto in media 118 litri di birra a testa. 

Prosit!

venerdì 4 febbraio 2011

La classifica delle birre artigianali

Da pochi giorni Gambero Rosso ha stilato una classifica delle 10 migliori birre artigianali sul mercato.



1° SCHNEIDER AVENTINUS
Schneider Weisse

Interbrau
tel. 049 9099111
(www.interbrau.it)
Esistono weizen chiare, la maggior parte, e weizen scure, le dunkel, ma esistono pure le weizenbock dalla gradazione alcolica più importante e l’Aventinus è il campione della categoria. Conosciuta e celebrata in tutto il mondo, con i suoi 7.7% vol ha un gusto complesso e maltoso con note aromatiche che richiamano i chiodi di garofano, i fichi e l’uva passa.
È prodotta dalla Schneider, una specialista delle birre di frumento. Indubbiamente corroborante e difficile da dimenticare, da provare con carni di maiale particolarmente grasse.



2° AYINGER BRAU-WEISSE
Ayinger Brauerei

Krombacher Italia
tel. 0049 8095880
(www.ayinger.de)
Un classico. La Privatbrauerei condotta da Franz Inselkammer si trova in un paesino da favola nella campagna bavarese e rappresenta il modello attuale delle birrerie di un tempo, prima dell’avvento delle multinazionali.

L’attacco al naso è decisamente fruttato, le note di banana sono caratteristiche e dominanti, emerge però anche una punta di citrico che si ritrova al gusto che, grazie al supporto della notevole frizzantezza, la rende una birra molto rinfrescante e piacevole. Per i neofiti dello stile.



3° B.I. WEIZEN
Birrificio Italiano

Lurago Marinone (CO)
tel. 031 895450
(www.birrificio.it)
Agostino Arioli, pioniere della birra artigianale italiana e artefice del Birrificio Italiano, ha guardato spesso alla Germania per le sue birre che tuttavia risentono sempre della sua personalità. La B.I. Weizen non fa eccezione alla regola: è specialità di stagione, estiva, e fa da contraltare alla scura Vùdù, prodotta invece in autunno e inverno.

La B.I. Weizen si presenta di colore giallo paglierino e aspetto velato, le note fresche di lievito e di frutta, pere e banane soprattutto, la rendono una birra subito gradevole e facile. Ma non banale.



4° WELTENBURGER HEFE WEISSBIER HELL
Kloster Brauerei

Turatello Italia
tel. 0542 629811
(www.turatelloitalia.it)
Uno dei birrifici tedeschi che maggiormente valgono la visita. Non solo perché si annida in un’ansa del Danubio, ma anche per la sua storia secolare, perché è ancora di proprietà dell’annesso convento e perché intorno si possono ancora ammirare molti esempi dell’arte barocca.

La birra è molto elegante e fine, offre note aromatiche che ricordano il pane fresco e le mele, nel palato invece si fa sentire per il suo corpo e per la persistenza che lascia nel retrogusto. Si suggerisce di provarla con le fritture di verdure o con le olive all’ascolana.


5° DOMM
Birrificio Lambrate

Milano
tel. 02 2361719
(www.birrificiolambrate.com)
I ragazzi “terribili” del Lambrate non si smentiscono neanche con questa weizen non pastorizzata che non manca mai al brewpub di via Adelchi né, fortunatamente, in bottiglia. Schiuma abbondante e compatta, profumi molto freschi, nettamente fruttati con la banana in evidenza, ma anche note di crosta di pane e di susine gialle.

In bocca dà il meglio di sé nel senso che è più scorrevole della norma, dello stile weizen, ha un gradevole tono acidulo che toglie la sete e invoglia il sorso successivo. In pratica, non stanca mai.



6° ERDINGER PIKANTUS
Erdinger Weissbräu

Dibevit Import
tel. 02 9039251
(www.dibevit.com)
Il colosso mondiale delle weizen dimostra, con la Pikantus, di saper fare anche birre di nicchia, adatte a chi richiede una marcia in più o semplicemente sapori più complessi. La Pikantus è, della gamma Erdinger, la birra che richiede più attenzione. Ma il rischio è quello di affezionarcisi a lungo.

Molto aromatica con toni di caramello e frutta tropicale, non ha la dolcezza pronunciata di altre manifestazioni dello stile. Lascia una bella sensazione calda al palato, una notevole persistenza e si sposa bene con i formaggi erborinati.


7° WIENINGER HEFEWEIZEN
Wieninger Bier

Interbrau
tel. 049 9099111
(www.interbrau.it)
 Birreria bavarese con ampio spettro di prodotti, la loro Hefeweizen si presenta di bel colore dorato, naturalmente velata per la presenza dei lieviti in sospensione, e profumi delicati e dominati dalle note fruttate, banana innanzitutto ma anche mela e frutta a polpa bianca.

Buona la frizzantezza, corpo leggero e retrogusto poco persistente. Il risultato è una birra “facile” da bere ma anche abbinabile a piatti leggeri e a base di verdure, carni bianche o, per chi vuole sparigliare la tradizione del Lambrusco, al classico bollito misto e salsa verde.

8° WEIHENSTEPHAN VITUS
Weihenstephan Bayerische Staatsbrauerei

Birra Forst
Tel. 0473 260111
(www.forst.it)
Il birrificio Weihenstephan si vanta di essere il più antico ancora in attività e, dati storici alla mano, potrebbe non avere tutti i torti. Nella locale università si sono formate innumerevoli mastri birrai e qui, per la prima volta, le cronache raccontano dell’impiego del luppolo.

La Vitus è una robusta weizenbock da 7.7% vol che rimane impressa al naso e nel palato: l’aroma è complesso e articolato, frutta certamente ma anche chiodi di garofano, pane appena sfornato, una nota di cannella. Morbida in bocca, con un gradevole ritorno delle note aromatiche.



9° KAPUZINER WEISSBIER
Kulmbacher Brauerei

Kulmbacher Italia
tel. 0442 510577
(www.kulmbacher.it)
Una delle weizen più conosciute e diffuse sul mercato italiano, non senza ragioni d’altronde. Colore dorato, schiuma candida e abbondante, profumi decisamente fruttati con una sottolineatura speziata che non stona ed evita anzi il rischio della stucchevolezza eccessiva.

Complessivamente gradevole al palato, rinfrescante per la leggera vena acidula, ma allo stesso tempo morbida e di discreta frizzantezza. Classico abbinamento consigliato: i weisswurst bavaresi, le salsicce bianche tipiche di Monaco di Baviera.


10° MAISEL’S WEISSE DUNKEL
Maisel Brauerei
 Reichegger Christoph & Co.
tel. 0471 931116
(www.maisel.com)
Birrificio a conduzione familiare di Bayreuth, cittadina nota per l’annuale festival dedicato interamente a Richard Wagner. Specialisti delle birre di frumento hanno nella dunkel, la scura, dato probabilmente il meglio di loro stessi. Colore mogano quasi impenetrabile, al naso rivela delicate tracce di caffè, frutta tropicale e una traccia di ciliegie sotto spirito.

La bevibilità non ne esce però penalizzata, l’alcol si attesta poco sopra i 5% vol, e la birra si sposa bene con carni rosse alla griglia e formaggi mediamente stagionati.


A questo punto fate la vostra scelta e... Prosit!


Fonte: Gambero Rosso

sabato 29 gennaio 2011

App iPhone



Ho scoperto un app molto interessante per avere sempre a portata di mano sul tuo iPhone, iPod Touch e iPad la situazione italiana dei micro birrifici artigianali italiani e di ogni birra prodotta.

Un semplice ed intuitivo metodo di navigazione ti permetterà di visualizzare l'elenco completo e sempre aggiornato dei micro birrifici o brew pub presenti sul territorio italiano e censiti da microbirrifici.org (da sempre il punto di riferimento online della birra artigianale italiana).

Di ogni birrificio potrai visualizzare la scheda dettagliata con informazioni anagrafiche, lista delle birre prodotte e altre importanti informazioni come ad esempio la mappa per poterne localizzare la posizione precisa grazie al GPS presente sul tuo iPhone.

Per ogni birra inoltre potrai avere informazioni sulle caratteristiche fondamentali e sullo stile di riferimento e tutto con un semplice "touch".

Se siete interessati a scaricare questa app, potete seguire questo link.

Prosit

mercoledì 26 gennaio 2011

Come fare la birra


Dietro ad ogni buon bicchiere di birra che beviamo c'è un lungo lavoro di produzione. Ancora oggi si tratta di un processo naturale come tanti secoli fa, ma perfezionato dall'esperienza, dalla conoscenza e dagli strumenti tecnologici moderni. Vediamo, passo per passo, in che modo quattro elementi semplici e molto comuni in natura come orzo, acqua, luppolo e lievito, combinati e lavorati insieme, riescono a dar vita alla bevanda più antica e apprezzata al mondo.

L'orzo diventa malto
Si parte dall'orzo, il cereale più coltivato e diffuso al mondo. Si sceglie la qualità migliore, i cui chicchi vengono messi in acqua a germogliare finché, raggiunta l'umidità necessaria, vengono fatti germinare per alcuni giorni. L'orzo germinato si chiama malto. Il malto viene quindi essiccato lentamente in forno. Secondo il grado di tostatura più o meno spinto raggiungerà  un colore (biondo, dorato o biscottato) e una diversa fragranza, che influenzeranno poi l'aspetto e il sapore della birra.
Il malto diventa mosto
Il malto d'orzo viene macinato e ridotto in farina, poi miscelato con acqua in una caldaia fino a diventare un insieme omogeneo, detto mosto. A questo punto il mosto viene portato ad ebollizione, filtrato e separato dalle scorie del malto d'orzo. In questa fase viene aggiunto il luppolo, pianta capace di conferire alla birra il caratteristico gusto amaricante. Il mosto viene quindi raffreddato prima di passare alla fase di fermentazione.
Il mosto diventa birra
Il mosto viene lasciato fermentare in appositi recipienti. Indispensabile è in questa fase il ruolo del lievito, capace di trasformare gli zuccheri presenti nel mosto in alcol e anidride carbonica. Senza l'aggiunta dei lieviti, infatti, il mosto non potrebbe diventare birra. Le due grandi famiglie di lieviti utilizzate a questo scopo sono il Saccaromyces Cerevisiae e il Saccaromyces Carlsbergensis. Fanno eccezione a questa regola alcune birre, rare, prodotte in una località  del Belgio, che fermentano spontaneamente sfruttando un lievito presente nell'aria di quella zona (le lambic).
Fermentazione alta e bassa
Il Saccaromyces Cerevisiae è usato per produrre le birre cosiddette "ad alta fermentazione" e agisce a temperature elevate (16-23 gradi centigradi); il Saccaromyces Carsbergensis viene usato invece per le birre "a bassa fermentazione" e lavora a bassa temperatura (tra i 5 e gli 8 gradi centigradi). Secondo il tipo di birra che si vuole ottenere si decide se utilizzare la prima o la seconda famiglia di lieviti. In genere il metodo dell'alta fermentazione dà origine a birre di gusto intenso e aromatico, mentre con la bassa fermentazione si ottengono birre dal gusto leggero e fragrante.
A stagionare e maturare
Dopo la fermentazione la birra viene travasata in appositi serbatoi dove sarà  lasciata per quattro-sei settimane a stagionare e maturare. In questa fase tutti i suoi componenti si affinano e si stabilizzano, avviene una sorta di chiarificazione naturale e la birra acquisisce il suo caratteristico e definitivo sapore. La gran parte delle birre viene poi sottoposta ad ulteriore filtrazione per eliminare le eventuali tracce di lieviti e di altri componenti che renderebbero torbida la bevanda. La birra a questo punto è praticamente pronta per essere confezionata e poi consumata.
Bottiglia, lattina e fusto
L'ultima fase della produzione della birra, il confezionamento, non è affatto la meno importante. Solo se si opera correttamente e con la massima attenzione, infatti, la birra potrà  arrivare al consumatore con le sue qualità originali intatte. La bottiglia di vetro scuro, marrone o verde resta il materiale ottimale per conservare nel tempo le caratteristiche della birra e proteggerla dagli effetti negativi della luce. Il tappo metallico, a corona, pratico e sicuro, è quello che garantisce perfettamente l'ermeticità, ma vengono usati, per bottiglie con un particolare significato, anche tappi in sughero, ceramica e gomma o tappi a vite. Anche la lattina, leggera, comoda, facile da trasportare, conservare e aprire in un qualunque momento e luogo, è molto apprezzata da alcune fasce di consumatori. Il fusto, molto capiente (25-30-40 litri), viene usato soprattutto dagli esercizi pubblici per il servizio alla spina, che ha un suo nutrito numero di consumatori appassionati. La birra confezionata in questo modo risulta molto fragrante, ma è delicata e, per essere davvero buona, deve essere consumata in un arco di tempo rapidissimo (max. tre giorni) dopo l'apertura del fusto.

Prosit

martedì 28 dicembre 2010

A capodanno si brinda con la birra


Alcune proposte dei birrifici italiani per feste che acquisteranno un sapore diverso dal solito











Sembra che gli italiani amino sempre di più la birra e che siano sempre più attenti alla sua qualità e alle modalità di produzione.

Perché non decidere di fare un regalo ad hoc per un appassionato o un brindisi diverso o accompagnare cene ed eventi con una birra artigianale piuttosto che con il vino o lo spumante?

Per esempio, per natale a me hanno regalato la Cecca la bionda di Firenze, che detto così può sembrare una escort o una signorina allegra dei viali, mentre è una birra artigianale del  Birrificio Cajun.

Storicamente le Birre di Natale non si classificano come uno stile, ma sono vere e proprie interpretazioni del birraio, che dà alla propria birra di Natale l’impronta che preferisce. Vengono fatte stagionalmente, sono adatte ai climi freddi, tanto che gli inglesi le chiamano “winter warmer”, ovvero, “che scaldano l’inverno”.

Solitamente si tratta di birre alcoliche, spesso speziate e generalmente sono servite a temperature  ambiente. Sono “da meditazione” ma sposano bene con le pietanze sulle tavole natalizie.

Di seguito alcune proposte particolari.

Ecco la BB10 del sardo Birrificio Barley, prodotta in quantità limitatissime, strettamente legata al territorio di produzione, visto che viene utilizzata la Sapa di Cannonau (mosto d’uva cotto in 16 ore di bollitura continua) con una miscela di sei malti inglesi di prima qualità per una bevanda da meditazione da fine serata, ma senza per questo escludere la sua presenza sulla tavola accanto a carni bollite, formaggio pecorino o dessert al cioccolato.
Nuova di zecca la proposta natalizia di Teo Musso, il celebrato artefice del Le Baladin di Piozzo, Cuneo. Dopo che la sua Noel è diventata, causa successo oltre le previsioni, una birra disponibile tutto l’anno, Musso ha pensato bene di crearne una versione al caffè per il Natale 2007: Noel Cafè utilizza dunque veri chicchi di caffè, una miscela arabica di origine indiana.
Il microbirrificio Beltaine ha pensato invece a una Birra di Natale alle castagne. È rifermentata in bottiglia, di forte carattere, si caratterizzata per un colore scuro, un gusto dolce, intenso e speziato, che si adatta ad accompagnare le pietanze natalizie. I profumi e i sapori sono quelli della liquirizia, di affumicato, frutta secca, mallo di noce, cacao e ginepro.
La Birra di Natale del B.O.A., birrificio ostiense artigianale, si presenta come una doppio malto di colore rubino, con un corpo poderoso e una base aromatica di forte impatto, che porta sul palato l’odore della resina dei pini marittimi perché rifermentata con miele, e il miele viene dalla pineta vicina e prodotto da un artigiano locale.
Il B.E.B.A. lancia La Birra di Natale e Re Magi. 8 gradi alcolici per la prima, che si presenta con un colore ambrato carico, con sentori di rosa, viola, frutti rossi e lamponi al naso, e densa, quasi viscosa, alla bocca. Il corpo decisamente persistente la rende impegnativa, da degustazione, da meditazione e digestiva. Molto “warming” la seconda, di colore dorato, limpido, con sentori, al naso, apparentemente semplici, di camomilla, è consigliata con i dessert cremosi.
CD, che sta per Christmas Duck, è la proposta del Birrificio Olmaia , una birra bruna ad alta fermentazione, ispirata alle classiche birre Natalizie. Con il suo gusto delicato ma deciso, grazie all’utilizzo di quattro tipi di malto e una aromatizzazione con miele di Olmo, la CD è perfetta come birra da meditazione.
La proposta del Brewpub Troll è la Stella di Natale, una birra scura di 10,5 gradi alcolici, dal carattere molto inteso e complesso, che affascina per i suoi profumi legati a sei differenti malti speciali e a una speziatura erbacea. Straordinaria se abbinata al cioccolato fondente e a dolci al cacao.
Da aggiungere alla lista anche la Birra di Natale del Birrificio Mostodolce, una birra stagionale, perchè prodotta con farina di castagne dell' Appenino Toscano, essicata e macinate come da tradizione. Birra ambrato scuro, con schiuma compatta e pannosa. Al naso domina l'aroma di farina di castagne, in bocca risulta vellutata con un gradevole corpo ed un retrogusto con un netto richiamo all' aroma. Nonostante la forte caratterizzazione data dalla farina di castagne risulta comunque facile da bere con i suoi 7 gradi alcolici.

A questo punto fate la vostra scelta e alla mezzanotte per salutare il 2010 e dare il benvenuto al nuovo anno 2011, stappiamo una bella bottiglia di birra artigianale!

Prosit

www.luxgallery.it
www.unionbirrai.com