mercoledì 4 gennaio 2012

Bufala: "Urgentissimo!!! non accettare il contatto Francesca Capone"


Una nuova catena di S. Antonio sta girando tra le bacheche degli utenti di Facebook. In questo caso un utente sul social network diventerebbe un presunto virus che formatta il computer e basterebbe che solo uno dei propri amici lo accetti per esserne infettato. Il post recita testualmente:

URGENTISSIMO!!! NON ACCETTARE IL CONTATTO: "FRANCESCA CAPONE" DETTA ANCHE "CHECCA SPAM" PERCHE’ NON E UN UTENTE MA UN VIRUS CHE FORMATTA IL PC E SE LO ACCETTA ANCHE UNO SOLO DEI TUOI CONTATTI LO PRENDI ANCHE TU, ED INOLTRE SI APPROPRIERA' DEI VOSTRI DATI PERSONALI E DI TUTTE LE PASSWORD. FAI COPIA E INCOLLA E INVIALO ANCHE AI NON IN LINEA FALLO… PREGO INSERIRE NELLE VOSTRE BACHECHE… GRAZIE. P.S. LA FONTE ARRIVA DAI CARABINIERI


Con hoax vengono definiti gli avvisi di sicurezza informatica su virus o minacce che presumibilmente dovrebbero avere effetti devastanti sul sistema colpito, ma che in effetti hanno lo scopo di ingannare il pubblico, presentando deliberatamente per reale qualcosa di falso o artefatto.

Naturalmente è una grandissima bufala che sfrutta l'ignoranza informatica degli utenti. Ci chiediamo come un profilo su Facebook possa trasformarsi in virus (eventualmente ne sarebbe portatore). Oltre alla 'sensazionalità' della notizia, viene dato un nome che effettuando una ricerca su Facebook ci fornisce centinaia di risultati. Inoltre non esiste alcuna fonte dei Carabinieri.

sabato 31 dicembre 2011

Buon Anno con il Birramisù

Sta per arrivare il 2012 e se ancora nell'organizzazione del cenone non avete pensato al dolce, non vi preoccupate, la soluzione è dentro una bottiglia di birra!

Ne avevo sentito parlare del Birramisù, dolce ispirato al tiramisù, ma con la variante della birra al posto del caffè. Dopo una breve ricerca su internet delle ricette già presenti del birramisù, ho deciso di rifarmi alla vecchia ricetta della mamma per la base della crema al mascarpone e sostituendo la birra al posto del caffè per inzuppare i biscotti.

Il risultato è stato fantastico!

Certo bisogna stare attenti alla birra da utilizzare, io ho scelto una "Cotta 74" dei Mastri Birrai Umbri, birra doppio malto scura artigianale prodotta in Italia con il metodo dell'alta fermentazione. La Scura Artigianale dei Mastri Birrai Umbri prodotta secondo la ricetta Cotta 74 si ispira alle birre d’abbazia, unendo tradizione ed innovazione. Contraddistinta per l’impiego della lenticchia italiana (che per l'ultimo dell'anno è un classico) e la sapiente selezione di malti tostati e torrefatti, si presenta di colore bruno intenso, di schiuma fine e compatta e dal carattere deciso e originale. L’aroma di caramello e di frutta matura ne esalta il corpo pieno ed equilibrato, le note calde di cioccolata fondente e il retrogusto complesso la rendono elegante e persistente.

Potete trovare la ricettà per il birramisù su FelCook, oppure sul sito della Pinta Medicea dove usano una BK dell'Olmaia, una birra con sentori di caffé e cioccolato che chiude piacevolmente fresca ed aromatica grazie all'attento uso del luppolo, ma anche su GialloZafferano facendo già la crema di mascarpone aromatizzata alla birra e la bagna per i biscotti con birra e caffè.
Se volete vi riporto la mia versione.

Ingredienti per 4 persone:

 - Pavesini
 - Birra Scura Cotta 74 dei Mastri Birrai Umbri
 - Mascarpone 250 gr
 - Uova 2
 - Zucchero 2 cucchiai
 - Cacao amaro e gocce di cioccolato per decorare

Procedimento:

Separare i tuorli dagli albumi, aggiungere lo zucchero ai tuorli e lavorarli con le fruste fino a che non diventino un composto quasi bianco e spumoso.
Aggiungere il mascarpone ai tuorli sbattuti con lo zucchero e amalgamare bene fino ad ottenere una crema liscia.
Montare gli albumi a neve ferma con un pizzico di sale da cucina.
Incorporare gli ablumi alla crema di mascarpone un po' per volta girando il composto dall'alto verso il basso per non smontare le chiare, fino a quando la crema non sarà uniforme e spumosa.
Adesso la crema di mascarpone è pronta, si stappa la birra, si beve un bicchiere per assicurarsi della qualità del prodotto, si versa in una ciotola un po' di birra e si procede a bagnare i pavesini e a disporli sul fondo di 4 bicchieri.
Aggiungere una cucchiaiata di crema di mascarpone in ogni bicchiere e decidere se continuare a piani oppure dare una forma come quella della foto, l'importante è di ricordarsi di bagnare i pavesini nella birra per 3 o 4 secondi, non di più, anche se possono sembrare ancora un po' secchi, vi assicuro che con il tempo diventeranno belli morbidi, ma con una certa consistenza, senza diventare pappa.
Finite le coppette, decorare con cacao amaro in polvere e qualche goccia di cioccolato.

Con l'augurio di un fantastico 2012, auguro a tutti un anno frizzante, intenso e ricco nei suoi aspetti e colori proprio come una bella birra artigianale.

Buon Anno!
Happy new YEAST!

lunedì 21 novembre 2011

Bevi birra e campi davvero 100 anni


E' davvero il caso di alzare i boccali e gridare tutti insieme: "Alla Salute!"

Non è solo uno slogan pubblicitario: chi beve birra, naturalmente con moderazione, fa davvero un regalo alla sua salute. Esattamente come accade con vino. La birra, infatti, esercita un effetto benefico sul cuore simile a quello del nettare di Bacco e può ridurre i rischi di malattie cardiovascolari.
Lo studio che lo conferma è tutto italiano: è opera dei laboratori della Fondazione di Ricerca e Cura "Giovanni Paolo II" di Campobasso ed è pubblicato sull"European Journal of Epidemiology'. Gli studiosi hanno raccolto dati su 200mila persone, valutando gli effetti dell'alcol sul sistema cardiovascolare: un consumo moderato di vino (circa due bicchieri al giorno per gli uomini e uno per le donne) ha infatti dimostrato di poter ridurre il rischio di malattie cardiovascolari fino al 31 per cento, rispetto alla totale astinenza. Ora per la prima volta si è mostrato un effetto protettivo analogo anche per quanto riguarda la birra. Il massimo risultato si ottiene con un consumo di poco superiore al mezzo litro al giorno, con un contenuto alcolico del 5 per cento. Ovviamente, sottolinea Augusto Di Castelnuovo, capo dell'Unita' di Statistica dei Laboratori di Ricerca, si parla di consumo moderato, mentre "è assolutamente sconsigliato il binge drinking (l'assunzione rapida di grandi quantità di alcolici, mescolati tra loro, al solo fine di ubriacarsi in fretta, N.d.R.) o qualunque altra forma di consumo eccessivo".
Insomma, la parola chiave è bere moderatamente e con regolarità. La ricerca ha usato il metodo statistico della meta-analisi, che permette di raggruppare e confrontare diversi studi scientifici condotti in tutto il mondo, ottenendo un risultato generale. In questo modo e' stato possibile esaminare dati relativi ad oltre 200mila persone per le quali le abitudini nei confronti delle diverse bevande alcoliche sono state messe a confronto con il rischio di malattie cardiovascolari.
''Nella nostra ricerca - spiega Simona Costanzo, primo autore dello studio - abbiamo considerato vino e birra separatamente: prima si osserva una riduzione nel rischio cardiovascolare con un consumo basso o moderato. Poi, con l'aumento delle quantità, si può vedere che questo vantaggio sparisce, fino a che il rischio diventa addirittura più alto rispetto a un non bevitore. La parte interessante del nostro studio - conclude - è che, tra le ricerche selezionate per la meta-analisi, ce ne sono 12 in cui il consumo di vino e di birra è stato paragonato direttamente. Usando questi dati abbiamo potuto osservare che le curve della protezione cardiovascolare  per le due bevande si sovrappongono molto bene''. 
"Quello di cui stiamo parlando - dice Augusto Di Castelnuovo, capo dell'Unità di Statistica dei Laboratori di ricerca e uno dei pionieri negli studi epidemiologici sull'alcol - e' un bere moderato e regolare. Vino e birra sono parte di uno stile di vita. Un bicchiere accompagna cibi salutari, mangiati alla giusta ora e magari in compagnia della famiglia o di amici. I dati riportati nella nostra meta-analisi non possono poi essere estesi a chiunque. In donne giovani ancora in età fertile, ad esempio l'alcol può elevare leggermente il rischio di alcuni tipi di tumore. Questo potrebbe controbilanciare gli effetti positivi sul sistema cardiovascolare e perciò ridurre i benefici complessivi delle bevande alcoliche sulla salute".
Fonte: TGCOM

domenica 30 ottobre 2011

Halloween 2011

Halloween indica la vigilia della festa di Ognissanti, cioè il 31 Ottobre. Il nome deriva dalla contrazione del nome medievale “All Hallows' Eve”, dove Hallow è l’antico termine per Santo e Eve significa vigilia. La contrazione può derivare anche da “All Hallows' Even” in cui Even significa sera, visto che nella tradizione cristiana il giorno di festa comincia con il vespero (tramonto) della vigilia. Il nome divenne in seguito Hallows’Even e poi Hallow-e’en e quindi Halloween.

La storia di Jack-o’-Lantern

Un fabbro irlandese di nome Jack, un ubriacone taccagno, ebbe la sventura di incontrare il Diavolo in un pub, alcuni dicono nella notte di Halloween. Jack aveva bevuto troppo e stava per cadere nelle mani del Diavolo, quando riuscì ad imbrogliarlo offrendo la sua anima al Diavolo in cambio di un'ultima bevuta. Il Diavolo si trasformò in una moneta da sei pence per pagare l'oste e Jack riuscì velocemente a mettersi quella moneta nel borsellino. Poiché Jack teneva lì anche una croce d'argento, il Diavolo non poteva tornare alla sua forma originaria. Jack lasciò andare via il Diavolo solo a patto che questi gli promettesse di non reclamare la sua anima per i successivi 10 anni. Il Diavolo accettò.
Dieci anni dopo Jack lo incontrò di nuovo mentre camminava lungo una strada di campagna. Il Diavolo era tornato per la sua anima, ma Jack, riflettendo velocemente, gli disse: "Verrò, ma prima potresti prendermi una mela da quell'albero?". Il Diavolo, pensando di non aver nulla da temere, balzo sulle spalle di Jack per prendere la mela. Jack tirò fuori un coltello e intagliò una croce sul tronco dell'albero. Questo lasciò il Diavolo a mezz'aria, incapace di raggiungere Jack o la sua anima. Jack gli fece promettere di non tornare mai più per reclamare la sua anima e, non vedendo via d'uscita, il Diavolo acconsentì. Nessuno tramanda come il Diavolo riuscisse a tornare di nuovo a terra!
Quando alla fine Jack morì, anni dopo, non fu ammesso in cielo, a causa della sua vita dissoluta, da ubriacone e truffatore. Così si recò all'entrata dell'inferno, ma il Diavolo lo rimandò indietro perché aveva promesso di non prendere mai l'anima di Jack. "Ma dove posso andare?", chiese Jack. "Torna da dove sei venuto!", gli rispose il Diavolo. Ma la strada del ritorno era buia e ventosa. Jack implorò il Diavolo di dargli almeno una luce per trovare la giusta via e il Diavolo, spazientito, gli gettò un carbone ardente che proveniva dalle fiamme dell'inferno. Per illuminare il cammino e per non farlo spegnere dal vento, Jack lo mise in una rapa che stava mangiando. Da allora Jack fu condannato a vagare nell'oscurità con la sua lanterna, fino al Giorno del Giudizio. Jack della lanterna (Jack o'Lantern) da allora fu il simbolo delle anime dannate.

Origini della Zucca di Halloween

Quando il termine jack-o'-lantern apparve per la prima volta in uno scritto del 1750, si riferiva a una sentinella o ad un uomo che portava una lanterna. La gente credeva che la notte di Halloween gli spiriti ed i fantasmi abbandonassero le tombe per ricercare il calore delle loro vecchie dimore. Gli abitanti dei paesi, timorosi di essere visitati dai fantasmi di vecchi proprietari, si mettevano in costume per spaventare questi spiriti sulla strada del ritorno. Lasciavano anche del cibo ed altri doni (treat) vicino alla porta, in modo da placare gli spiriti e da non far distruggere loro né le case né i raccolti, ma invece di invitarli a proseguire il loro cammino. Iniziarono anche a intagliare e dipingere delle facce nelle rape in cui mettevano delle candele illuminate, sperando che il simulacro di un'anima dannata potesse far scappare i fantasmi.

La spaventosa carestia delle patate, in Irlanda (1845-50) obbligò più di 700.000 persone ad immigrare in America. Questi immigranti portarono con loro anche la tradizione di Halloween e di Jack o'Lantern, ma le rape non erano così diffuse come in Irlanda (anche se venivano utilizzate persino le patate e le barbabietole), così le sostituirono più che egregiamente con la zucca americana. Oggi la zucca intagliata che rappresenta la faccia sogghignante del furbo fabbro, Jack, è forse l'icona più famosa di Halloween.

Birra ad Halloween

Tennent’s si prepara ad Halloween con Enfants Terribles

Sarà on air in prossimità di Halloween la nuova campagna di Tennent’s Super, birra di specialità del Gruppo Inbev. La campagna uscirà su free press, promocard e su mensili come Rolling Stone. Per l’occasione, oltre al concetto di brand 'Expect the unexpected', Enfants Terribles ha sviluppato una campagna multisoggetto incentrata sul titolo 'Kill the habits': un invito a vivere Halloween con uno spirito di originalità provando una birra che si distingue per gusto e gradazione alcolica. La creatività è di Roberto Ramaglia e Hilija Russo (copy) con la supervisione creativa di Riccardo Quartesan e Mizio Ratti. Le fotografie sono di Matteo Bottin.

Heineken Halloween Party

“Halloween 2011 a Firenze: rivivi con Prinz la paura dei più famosi film horror!” Lunedì 31 Ottobre 2011, in occasione della notte delle streghe le strade (e i locali) cdi Firenze saranno luoghi di possibili incontri con i terribili protagonisti dei più famosi film horror di sempre. L’evento sarà la “Heineken Halloween night“, una iniziativa sponsorizzata dal marchio leader produttore di birra nel mondo, in collaborazione con “Prinz – Beverage & Food” e con il supporto di ”Exclusive Firenze“.

A partire dalle 20.00 fino alle 02.00 di notte, girando tra i locali “must” della nightlife fiorentina (Kitsch, Moyo, Oibò, Twice, Colle Bereto e Otel) sarà facile imbattersi nei personaggi più tenebrosi di sempre, che una volta scortati dagli agenti di una pattuglia della polizia americana faranno tappa nei vari locali per “un’ora di libertà”. E’ consigliabile rispondere correttamente alle domande che essi vi porranno: potrete vincere dei bellissimi gadgets. In caso contrario non si sa quale possa essere il macabro seguito…

INFO:
Exclusive Firenze

lunedì 25 aprile 2011

Come è nata la mia passione per l'homebrewer

In questo post vi voglio parlare di come mi è nata questa passione di homebrewer.

Tutto è nato dai discorsi fatti con un mio amico nonché ex-collega Simone, dove tra una pausa caffé e un'attesa di elaborazione di qualche server, ci scambiavamo spesso idee di cucina e non solo.
In uno di questi nostri discorsi venne fuori l'argomento birra e Simone, che non smetterò mai di ringraziare, mi diede un po' di drittte su come fare la birra in casa.
Mi consigliò un paio di link uno era http://www.mr-malt.it/ e l'altro era http://www.birramia.it.
Io personalmente mi sono affezionato al secondo sito, dove mi sono iscritto e per il mio compleanno del 2010 decisi di farmi regalare il kit per la prodizuone di birra in casa.
Grazie ai consigli e all'esperienza di Simone, presi il kit di fermentazione da 32 litri con 2 fermentatori a bocca larga, il tappatore a colonna professionale, l'asta di travaso con valvola e un malto incluso.
Dopo una lunga agognata attesa nella speranza che le temperature estive mitigassero un po' per dare modo ai miei lieviti di lavorare in maniera ottimale, arrivò finalmente il momento di mettere in produzione la mia prima birra.
Era un sabato pomeriggio, sanificai tutti gli strumenti necessari e misi il pentolone a bollire con il malto d'orzo luppolato e lo zucchero. Mi ricordo che usai lo zucchero di canna bruno come da consiglio del mio amico Dario, il quale sull'onda della mia nuova passione, sempre per il mio compleanno, mi regalò un bel malto strong ale e un kilo di zucchero di canna.
Facendo molta attenzione alle temperature, misi i lieviti nel fermentatore, chiusi il tappo, aggiunsi l'acqua nel gorgogliatore e come un bambino in attesa dell'arrivo di babbo natale, ogni tanto andavo a guardare se succedeva qualcosa.
Finalmente la mattina dopo, iniziò la fase di fermentazione e il gorgogliatore iniziò a gorgogliare.
Ero felicissimo.
Dopo circa una settimana travasai l'intero mosto nel secondo fermentatore stando attento a lasciare la fondata di lieviti nel primo.
Dopo un'altra settimana, dopo averlo travasato di nuovo, con l'aiuto della mia fidanzata Camilla, imbottigliammo tutta la birra e passati 15 giorni non vi dico la soddisfazione qundo stappammo la prima birra ed era buona! Incredibilmente buona! La schiuma ancora non aveva una persistenza, ma era buona!
Da lì ottimizzando la produzione con l'aggiunta di malto secco al posto dello zucchero, oppure del miele per dare più corpo alla birra ho trovato davvero un hobby che mi da tante soddifazioni.
Un ringraziamento davvero speciale alla Camilla che con molta pazienza mi lascia "strogolare" in cucina, ai miei genitori per le bottiglie, ai miei amici Simone, Dario, la Gru, Marco ed Elisa, infine al sito birramia.it

Prosit

martedì 12 aprile 2011

I bicchieri

Ecco alcune utili indicazioni sui vari tipi di bicchieri.
ALTGLASS: cilindrico, per non esaltare né mortificare la schiuma; sottile, per dare già al tatto la sensazione della freschezza. Destinato pertanto alle ambrate altbier.

BALLOON : forma a chiudere, per esaltare la schiuma; superficie ampia, per favorire lo scambio termico. Per birre da meditazione, corpose.
BOCCALE BRITANNICO: di vetro spesso, per conservare la temperatura di cantina; liscio, per evidenziare lo scarso perlage. Adatto alle ale e in particolare alle pale ale.



BOCCALE IN CERAMICA: il simbolo distintivo dell’Oktoberfest, ricercatissimo dai collezionisti.



BOCCALE TEDESCO (MASS): spesso, per conservare la freschezza; lavorato, per valorizzare il perlage, cilindrico, con effetto neutro sulla schiuma. È il bicchiere universale, nato però per le märzen e per le export.

CALICE A CHIUDERE: la forma rastremata "alza" la schiuma, impedendole al tempo stesso di traboccare; il vetro sottile e liscio favorisce la formazione di condensa. Valorizza lager e pils.





CALICE A TULIPANO: la bocca svasata impedisce una schiumatura troppo abbondante e favorisce la percezione olfattiva al profumo. Per birre aromatiche, come le belghe d'abbazia.




CALICE A TULIPANO SVASATO: corpo ampio e svasatura ideale per l’esame olfattivo, è il bicchiere adatto per birre aromatiche, caratterizzate da una grande quantità di schiuma.



COLONNA BICONICA: vetro di spessore medio, forma allargata al centro, bocca a chiudere: per pils belghe e per bevitori che vogliono la schiuma decapitata dalla spatola.

COLONNA CONICA: come il precedente, ma a imboccatura larga per controllare la schiuma. Adatto alle vivaci e profumate birre danesi.


COPPA: forma più o meno esattamente emisferica, che abbassa progressivamente la schiuma ed esalta il profumo.

FLÛTE: una forma essenziale per birre secche, di schiuma abbondante e da servire fredde: ecco l'identikit della pils.


KOLSCHGLASS: cilindrico, sottile, piccolo: il bicchiere più semplice per una birra tipica, quasi artigianale, a circolazione limitata.
PINTA: la forma a cono rovesciato e lo slargo subito sotto l'orlo neutralizzano qualsiasi velleità di schiuma delle bitter ale e valorizzano invece la cream delle stout.

STIVALE(STIEFEL) : non importa che cosa ci si beve ma come si beve. La sua forma infatti gioca brutti scherzi agli inesperti. È il bicchiere dell'iniziazione alle confraternite studentesche in Germania.
WEIZENBECKER o TUMBLER DA WEISSBIER: capacità "fissa" da mezzo litro. La svasatura alla sommità serve a controllare l'abbondantissima schiuma di birre di grano, le weizen o weissbier.



Fonte: http://www.birra.it


giovedì 17 marzo 2011

Mazzini avrebbe festeggiato con la birra

Norah Mayper, erede di Katherine Hill, che fu sostenitrice della causa italiana negli anni londinesi del patriota repubblicano, il 10 marzo di quest'anno ha donato 400 lettere inedite di corrispondenza tra il 1831 e il 1871, dove esce fuori un ritratto segreto e sorprendente di Giuseppe Mazzini.

Profondamente diverso dal "volto che giammai sorrise" come descritto dal Carducci e rappresentato anche da tutti i ritratti come quello qui a sinistra, il Mazzini di queste lettere non parla di politica a Kate, bensì di musica, libri, pittura, cultura e anche di birra.

Kate in quegli anni era responsabile della letteratura straniera presso la Mudie's Select Library, la più importante libreria e biblioteca privata londinese della seconda metà dell'Ottocento. Di fatto è Kate a fornire la più grande quantità di novità culturali inglesi ed europee a Mazzini.

C' è anche una lettera (che potete leggere qui sotto) in cui Mazzini suggerisce di non bere birra corrente nei pub ma di scegliere quella della «Swan Brewery», realizzata in una delle principali birrerie di Londra, di proprietà dei mazziniani Sydney Hawkes e James Stanfeld: un locale che era diventato, con Mazzini cliente fisso, una specie di punto di riferimento della cospirazione italiana.

Buon 150° compleanno ITALIA, apriamo una bella birra e brindiamo alla salute, come avrebbe fatto forse Giuseppe Mazzini.

Prosit!


La lettera.

Vi raccomando la buona birra dei miei amici


Cara Kate, (...) ora una richiesta. La «Swan Brewery - Fulham», ora interamente di proprietà di James Stanfeld, gestisce anche un servizio di vendita privato, al dettaglio, che soddisfa qualsiasi tipo di ordine, con consegna a domicilio a prescindere dall' importo, dall' ordinazione più grande alla più piccola. La loro «bitter ale» è la migliore di Londra. Tutto il resto è, a essere gentile, eaux-vannes (in francese nel testo: scoli di fogna). Chiunque beva birra nei Pub (nelle public house) è sicuro di essere lentamente avvelenato. Io mi sento in obbligo di aiutarlo, considerando che egli è stato a lungo l' ami della causa italiana, sempre buono e pronto a fare qualunque cosa. Vorrei che Lei non si dimenticasse di raccomandare la birreria alle famiglie di vostra conoscenza. Così facendo Le sarò molto obbligato, se ottiene qualche ordine la prima volta può trasmetterlo pure a me. Sempre con affetto Vostro Joseph Mazzini.


Fonte corriere.it