
Sempre di malto d'orzo si parla in questo post, però non di birra ma di whisky. Qui di seguito verranno riportate le varie fasi di lavorazione per arrivare a questo distillato tipico della scozia e dell'irlanda.
La produzione del malto
L'orzo
di prima qualità viene prima macerato in acqua e poi steso su
speciali pavimenti a germinare.
Viene voltato regolarmente per
prevenire il surriscldamento.
Tradizionalmente questo compito
veniva eseguito in un edificio vicino alla fornace, rivoltando l'orzo
nell'aria usando pale di legno.
Durante questo processo si creano
nuovi enzimi che, al momento dell'infusione, trasformano l'amido in
zuccheri.
Dopo un periodo che può variare dai sei ai sette
giorni, l'orzo, chiamato ora malto verde, viene messo ad essiccare in
una fornace.
Il calore arresta la germinazione e il fumo prodotto
conferisce il suo tipico aroma.
L'infusione
Il malto
essiccato viene macerato e trasofrrmato in una sorta di farina
grossolana successivamente mescolato con acqua a 67 gradi C mentre
viene versato nel tino di infusione.
La purezza dell'acqua
scozzese e le sue particolari caratteristiche sono di grande
importanza.
Questa miscela viene rimescolata facilitando così la
trasformazione degli amidi in zuccheri.
Dopo l'infuzsione, al
liquido zuccheroso che ne risulta, viene data il nome di
mosto.
L'orzo ormai esaurito viene trasformato in mangime per il
bestiame.
La fermentazione
Il mosto
raffreddato a 20 gradi C viene pompato in grandi recipienti di
fermentazione dove si aggiunge il lievito e così il processo di
fermentazione comincia.
Il lievito si nutre degli zuccheri
trasformandoli in alcool e produce anche piccole quantità di altri
composti come i congeneri che contribuiscono al gusto del
whisky.
Durante questo processo viene prodotta una grande quantità
di anidride carbonica e il mosto fermentato ribolle producendo
moltissima schiuma.
Delle pale rotantirimescolano la schiuma per
evitare che questa trabocchi.
Dopo circa due giorni la
fermentazione è esaurita e il mosto fermentato contiene dal 7 al 9 %
di alcool in volume.
Gli alambicchi
Stranamente
la forma stessa dell'alambicco influisce sul carattere del whisky di
malto e ogni distilleria mantiene il modello dei propri alambicchi
immutato nel corso degli anni.
Durante la distillazione
l'alambicco viene riscaldato fino a 86 gradi C.
L'alcool e gli
altri composti evaporanjo e, passando attraverso il collo
dell'alambicco, raggiungono un condensatore o una grande serpentina
di rame, immersa in acqua corrente fredda dove il vapore si
ricondensa in liquido.
La distillazione
Il mosto
fermentato viene distillato due volte in Scozia e tre volte in
Irlanda.
La prima distillazione avviene in alambicco, dove
l'alcool viene separato dall'acqua, dal lievito e dal residuo
liquido, la cui componente solida viene pure usata come mangime.
Il
primo distillato, che contiene circa il 20% di alcool in volume passa
poi in un altro alambicco, per la seconda distillazione.
I
composti più volatili che evporano per primi e l'ultima parte del
prodotto distillato costituita di composti più oleosi vengono
mescolati ai low wines della partita successiva e distillati
nuovamente.
Solo la porzione mediana, che contiene circa il 68% di
alcool in volume, viene raccolta in un recipiente di
sicurezza.
L'accesso al recipiente di sicurezza veniva
tradizionalmente controllato dall'ufficio tasse e tributi.
Il
verificatore usa tutta la sua esperienza per analizzare e controllare
la qualità dei vari distillati, senza però venire mai in contatto
diretto con l'alcool.
Il nuovo distillato, incolore e ad alta
gradazione alcoolica (ridotta per l'invecchiamento al 63% di alcool
in volume), viene messo in barili di quercia che spesso sono già
stati usati per l'invecchiamento di whisky scozzese o bourbon o
sherry.
L'invecchiamento
Durante
l'invecchiamento il whisky diviene più morbido e profumato e prende
il colore del legno della botte.
Una parte di alcool si trasforma
in esteri e in altri complessi composti che accrescono in modo
indefinibile le caratteristiche distintive di ogni whisky.
Per
legge tutti i whisky devono essere invecchiati per almeno tre anni,
ad esempio per il Giappone, l'Irlanda e la Scozia, ma la maggior
parte dei whisky di puro malto viene lasciata nelle botti per otto,
dodici o anche quindici anni.
Ogni anno dell'invecchiamento circa
il 2% del whisky contenuto in ogni botte evapora; questa percentuale
è chiamata
the spirit of angels la parte degli angeli.
A
differenza del vino, il whisky non subisce un ulteriore
invecchiamento una volta imbottigliato.
Fonte
whisky.it